Martedì, Febbraio 05, 2008

5/2/'08 API DISASTRO AMBIENTALE "VIRTUOSO"?!!


 

Contestato questa mattina dagli attivisti del Csa Kontatto e delle Comunità Resistenti delle Marche, il "convegno-farsa" organizzato dalla raffineria API dal titolo "Ambiente, Responsabilità e Territorio", una patetica pagliacciata che aveva come unico scopo quello di promuovere la realizzazione delle due centrali elettriche  

leggi il comunicato del CSA kONTATTO

Parte dell'intervista di Radio Onda d'Urto

Gli audio della manifestazione

 

  

L'antefatto: la presentazione dei giornali il 4 febbraio del convegno:

 Industrie e tutela dell’ambiente
Domani alla Loggia dei Mercanti il convegno promosso dall’Api

FALCONARA - Esponenti delle istituzioni, del mondo dell’industria e di quello accademico a confronto su proposte, esperienze e politiche di sviluppo industriale capaci di rispettare il territorio e l’ambiente.

Questo il filo conduttore di “Ambiente, responsabilità, sviluppo: come costruire un rapporto virtuoso tra siti industriali e territorio”, il convegno organizzato da Api Raffineria e in programma domani a partire dalle 9 e 30 alla Loggia dei Mercanti di Ancona. Introdotto da Ugo Brachetti Peretti, presidente di Api anonima petroli italiana e Api raffineria, e da Mario Citrolo, direttore generale del sito industriale di Falconara, l’incontro vuole individuare modelli di sviluppo che siano riproducibili nella realtà locale e che permettano di soddisfare le istanze ambientali del territorio e quelle della sua economia.

Un processo che impegna tutte le aziende e che assume un rilievo determinante per il loro futuro, ma che implica necessariamente anche il pieno coinvolgimento delle istituzioni, andando al di là del rispetto delle regole e contemplando il dialogo tra le parti come strumento per l’elaborazione di un percorso costruttivo e condiviso.

Fra gli interventi va rimarcato quello di Vittorio Prodi, europarlamentare, vice presidente della Commissione sul cambiamento climatico e membro della Commissione ambiente di Bruxelles. Vittorio Prodi farà il punto sull’attività svolta in sede europea per favorire il rapporto tra industria e tutela dell’ambiente, con riferimento ai dettami di Kyoto.

Tra gli altri ospiti che interverranno al dibattito c’è anche Giorgio Panella, direttore del Dipartimento di economia pubblica e territoriale all’Università di Pavia, che rileggerà l’evoluzione del rapporto tra impresa e ambiente negli ultimi trent’anni.

Alessandro Foti, assessore all’ambiente del comune di Settala, in provincia di Milano, porterà invece l’esperienza che la sua amministrazione sta costruendo sulla base di un accordo di cooperazione a favore dello sviluppo sostenibile.

Nella tavola rotonda su “Modelli di collaborazione sostenibile tra industria e territorio: analisi dello scenario e prospettive possibile”, saranno chiamati in causa anche Gianni Giaccaglia, assessore regionale alle attività produttive, Marcello Mariani, assessore all’ambiente della Provincia di Ancona, e il presidente di Confindustria Marche, Federico Vitali.

Il responsabile della redazione de “Il Sole 24 Ore Centro-nord”, Giorgio Costa, interrogherà i partecipanti su azioni e prospettive relative allo sviluppo sostenibile, partendo dal quadro di riferimento locale e indagando da una parte le iniziative messe in campo dall’ente pubblico, dall’altra il rapporto tra imprese e cittadini, il grado d’integrazione tra industria e tessuto sociale, la sensibilità delle imprese alle esigenze dell’ambiente.

Tutto un programma:

I souvenir dei manifestanti: 1 2 3 4

All'interno del convegno...

 

 Chiusura del convegno...

servizio tg3marche [Replica]

http://csa-kontatto.noblogs.org/...-locale-pro-api

Comment by rk (02/17/2008 11:13)

messaggero e carlino [Replica]

RESTO DEL CARLINO
Ancona, 5 febbraio 2008 - Al grido di ''Brachetti Peretti te lo gridiamo in coro, giù le mani dal nostro territorio'' una ventina di giovani del centro sociale 'Contatto' di Falconara Marittima ha manifestato stamane davanti alla sede della Camera di Commercio ad Ancona per protestare contro il convegno organizzato dall'Api dal titolo 'Ambiente, responsabilità, sviluppo', presenziato, appunto, anche dal presidente dell'Api Ugo Brachetti Peretti.

I manifestanti, vestiti con tute bianche imbrattate di 'petrolio' per rammentare i recenti sversamenti di idrocarburo nelle acque marine antistanti il petrolchimico, hanno esposto uno striscione davanti all'ingresso della Camera di Commercio con su scritto: 'Api disastro ambientale 'virtuoso', riferendosi provocatoriamente ai temi del convegno, orientato alla discussione sullo sviluppo sostenibile del territorio di Falconara Marittima, dove appunto è ubicata la raffineria.

MESSAGGERO
di GIAMPAOLO MILZI

ANCONA - Il petrolio soprattutto, e quindi l'Api. Che da anni e da sola «copre completamente la domanda di carburanti delle Marche e coi suoi impianti di cogenerazione risponde per il 30% alla domanda regionale di energia elettrica». Così ieri mattina Ugo Brachetti Peretti, presidente dell'Anonima petroli italiani e del complesso raffineria di Falconara, nel convegno che l'azienda ha organizzato alla Loggia dei Mercanti di Ancona su "Ambiente, responsabilità, sviluppo. Costruire un rapporto virtuoso fra siti industriali e territorio", a cui, oltre ai vertici, hanno partecipato anche Vittorio Prodi, vicepresidente della commissione europea sul cambiamento climatico e Giorgio Panella, direttore del dipartimento di Economia pubblica all’Università di Pavia. «Le fonti alternative? Ci stiamo lavorando, ma ci vorranno anni, la fonte energetica primaria resta il petrolio», e quindi «ci stiamo concentrando su raffinazione e costruzione di centrali da fonti tradizionali». Fuori, la protesta delle Tute bianche, contro «il grottesco rapporto virtuoso che l'Api dimostra di costruire con il succedersi di sversamenti in mare, quattro aprile e novembre 2007, premendo per una modifica del Pear funzionale alla realizzazione nell'ambito del sito raffineria di due nuove mega-centrali elettriche». Già, il Pear, il Piano energetico ambientale regionale, protagonista, nella tavola rotonda e a margine del convegno. Quello 2005, con valenza decennale, punta decisamente e incentiva il risparmio energetico, le fonti rinnovabili, la micro generazione diffusa sul territorio. Una filosofia di sviluppo energetico eco-sostenibile incompatibile con le macro-centrali simili alle due di cui Api sollecita la "Via" in conferenza ministeriale. Infatti, anche se il direttore generale della raffineria, Mario Citrolo, esclude «conflittualità col Pear», pensa «che sia da integrare». Pear difeso d'ufficio dall'assessore regionale con delega all'Energia Gianni Giaccaglia. Il quale, snocciolati i dati sui cospicui finanziamenti dell'ente locale per incentivare la «diversificazione energetica», ha però ammesso: «Sono insufficienti e negativi i risultati e i dati sulla concretizzazione di eolico e microgenerazione diffusa. Esistono deficit importanti strutturali anche per la continuità della l'erogazione d'energia. Il Pear non è un dogma, va rivisto in itinere perché sia compatibile con le esigenze delle imprese». Posizione flessibile, la sua. In linea con quella del presidente di Confindustria Marche, Federico Vitali: «Per l'approvigionamento energetico situazione nelle Marche ancora critica». Flessibile, Giaccaglia, anche sul fronte dello smaltimento rifiuti. Tanto da non escludere «l'eventualità di della costruzione di un termovalorizzatore nelle Marche», impianto non ammesso dal Pear. Si è dialogato anche così sui rapporti tra «ambiente e sviluppo». Non casuale l'assensa dell'assessore regionale all'Ambiente, Marco Amagliani? Lui che il Pear così com'è continua a tutelarlo come difensore di fiducia, escludendo criticità in termini di qualità del servizio elettrico in regione? E l'ente Provincia? «Pear da aggiornare, ma sempre secondo la sua vocazione per la diversificazione delle fonti e con l'obiettivo di ridurre il mercato dei carburanti», per l'assessore all'Ambiente, Marcello Mariani. Tornando al tema centrale del convegno, Il direttore della raffineria, richiamando l'ultimo "Rapporto sito Api Falconara", ha voluto rassicurare tutti sulla coerenza di uno sforzo aziendale che «nel 2006 ha impegnato 15 miloni di euro tra investimenti e spese d'esercizio sul fronte ambientale, di cui 3,5 per la sicurezza». E ancora: «Ridotte le emissioni di ossidi di zolfo, sviluppati monitoraggi e bonifica del sito, potenziate le manutenzioni, avviati un nuovo impianto di desolforazione per la produzione di gasolio a bassissimo tenore di zolfo e uno di recupero della Co2 per il suo reimpiego in usi alimentari», Infine, rispetto al problema sversamenti di olii in mare e catrame in spiaggia, «avviata una rilevante opera di consolidamento e manutenzione delle fondazioni e delle linee di tubazioni della struttura pontile».

Comment by rk (02/06/2008 19:56)

el bugiardò [Replica]

tute bianche sporche di petrolio

ANCONA - Una ventina di giovani del Centro sociale Kontatto di Falconara ha manifestato davanti alla sede della Camera di Commercio di Ancona contro il convegno organizzato dall’Api su responsabilità e sviluppo. I giovani si sono schierati davanti all’ingresso tenendo uno striscione su cui c'è scritto: “Api disastro ambientale virtuoso”. I manifestanti hanno scandito slogan del tipo: “Brachetti Peretti te lo gridiamo in coro, giù le mani dal nostro territorio”. I giovani del Centro sociale indossano tute bianche imbrattate di petrolio, in polemica, tra l’altro, con i recenti sversamenti di petrolio in mare. Al convegno erano stati invitati anche i Comitati cittadini di Falconara che però hanno preferito non partecipare.

Api, Confindustria Regione e Provinciaa confronto sul temadel difficile rapportotra impresa e ecologia

Dialogo per coniugare sviluppo e territorio
Responsabilità, comunicazione e condivisione con i cittadini per promuovere modelli sostenibili

ANCONA - Centralità delle Marche nella strategia aziendale, investimenti per accrescere la compatibilità del sito industriale nel territorio, massima volontà di dialogo con gli enti locali e i cittadini per una convivenza responsabile. L’Api in tre mosse secondo il presidente Ugo Brachetti Peretti. Il territorio non può essere solo sfruttato, è necessario un equilibrio tra lo sviluppo e il territorio, il dialogo è la strada da percorrere per lo sviluppo sostenibile. Parole di Gianni Giaccaglia, assessore regionale all’industria. Terzo protagonista Federico Vitali, presidente di Confindustria Marche: nuove infrastrutture, approvvigionamento energetico e necessità di integrazione con il tessuto sociale e l’ambiente dall’altra. Dal convegno “Ambiente, responsabilità, sviluppo”, promosso dall’Api ieri alla Loggia dei Mercanti, è emerso questo quadro di sostanziale volontà di operare insieme, tra imprese ed enti locali, in particolare la Regione, per creare condizioni di sviluppo sostenibile. Passare dalle parole e dalle dichiarazioni di intenti alla concreta operatività resta invece più difficile. Il dissenso non arriva solo Comunità resistenti delle Marche che, con Centro sociale Kontatto e Ambasciata dei diritti, protestano accendendo fumogeni rossi in via della Loggia. L’assessore provinciale Marcello Mariani, per esempio, pur facendo del dialogo e della concertazione lo strumento fondamentale, ravvisa la necessità di un ridimensionamento della dipendenza dal petrolio e l’urgenza della diversificazione delle fonti di approvvigionamento, nel rispetto di quanto previsto dal Pear. E’ una differenza di vedute comune con altri parti d’Italia.

Il convegno di ieri è servito a mostrare possibili soluzioni per contemperare alle esigenze dello sviluppo, non più della sola crescita, e della sostenibilità quelle dell’ambiente e del territorio. Una soluzione emersa è quella del Comune di Settala, in provincia di Milano, dove l’assessore di una giunta di centrosinistra ha la delega all’ambiente e all’industria. “Comunicazione, rapporto ambientale e creazione di un modello”, la ricetta di Alessandro Foti nella cui città la fabbrica che trasforma gas è in pieno centro, nei pressi della chiesa. Serve, comunque, un’assunzione di responsabilità comune. “Le imprese - ha detto il professor Giorgio Panella nel suo intervento - devono comprendere che l’ambiente è un valore e che sta diventando fondamentale non tanto realizzare un profitto quanto anche come viene realizzato”. In questo modo, la reddività, sul lungo periodo, cresce e l’ambiente “non distoglie l’impresa dall’obiettivo del profitto mentre l’investimento sociale rappresenta un’opportunità”.

Ma anche alla classe politica, come auspicato da Vitali, è chiesto un salto di qualità, soprattutto nella capacità di decidere andando oltre all’immediato ritorno elettorale. Cosa non facile in un paese in perenne campagna elettorale. Vittorio Prodi ha fatto l’esempio dei termovalorizzatori di Forlì. “Dati alla mano - ha spiegato - inquinano cinque volte di meno dell’A14, eppure la gente s’incatena ai termovalorizzatore che si vuole raddoppiare”. “Un blocco emotivo” contro il quale serve “un’educazione scientifica e civica”. Carte chiare e nessuna speculazione prevaricatrice. Da qualunque parte provenga.
EDOARDO DANIELI,

governare significa avere il coraggio delle decisioni

Il piano energetico regionale è entrato in vigore nel 2005 ma è da tempo al centro del dibattito delle forze politiche regionali per una sua eventuale revisione alla luce dei risultati che ha fin qui prodotto. Insufficienti, per chi chiede di variare la legge regionale; in sintonia con le previsioni del dispositivo che daranno risultati nel medio e lungo periodo, per gli altri. Ieri sull’argomento è intervenuto l’assessore Amagliani.

Premesso che il sottoscritto è già intervenuto più volte sul Piano energetico ambientale regionale definendolo un documento più vicino ad uno studio accademico che non ad un piano vero e proprio.

Peraltro su questa problematica, come su tanti altri, si riscontra un parallelismo perfetto tra la politica messa in atto dal Governo nazionale e da quello regionale.

La situazione delle problematiche energetiche regionale è emblematica: da una parte l’assessore alle attività produttive che dichiara a più riprese la propria disponibilità a discutere una rivisitazione del Pear in quanto incompleto e non risolutivo delle problematiche, dall’altra l’Assessore all’ambiente che afferma l’esatto contrario.

E’ l’eterno compromesso su cui vive il centrosinistra. Il risultato è che la nostra Regione è ferma e immobile da oltre tre anni e la dipendenza energetica continua a crescere ed ormai rappresenta oltre il 52% del consumo globale regionale.

Governare significa innanzitutto avere il coraggio delle decisioni, non si può governare solo rinviando le scelte pur di continuare a campare, evitando che le contraddizioni interne alla compagine di centrosinistra esplodano.

E’ ora che su questi temi, come su altri, il governo regionale assuma le proprie decisioni. L’Udc che rappresento, ma credo tutta l’opposizione, è pronto a fare la sua parte ed assumersi le proprie responsabilità.
LUIGI VIVENTI*,*PRESIDENTE GRUPPO REGIONALE UDC

L’allarme di Vitali: “Ora la situazione energetica è critica”

ANCONA - Situazione energetica critica. Impietosa la radiografia del presidente di Confindustria Marche Federico Vitali, sul versante dell’approvvigionamento energetico nelle Marche. “Abbiamo un piano - ha detto, intervenendo al convegno organizzato da Api raffineria - che si è focalizzato su una produzione di energia da centrali di microgenerazione e da fonti rinnovabili, che possono contribuire ma non colmare da sole il deficit regionale”. “E' un’esigenza reale - ha rimarcato Vitali - perchè continuiamo ad essere fortemente dipendenti e non autosufficienti. La rete elettrica è un problema che perdura nel tempo, con cali di tensione, blackout e situazioni di danno al ciclo produttivo delle aziende”. Quanto al tema del convegno, “Ambiente, responsabilità, sviluppo”, Vitali ha affermato che “il sistema industriale marchigiano crede fermamente che la dimensione ambientale e sociale debba essere integrata nelle strategie di sviluppo”.

Per quanto riguarda la Provincia di Ancona, l’assessore Marcello Mariani ha affermato che l’ente sta lavorando a un piano di attuazione provinciale del Pear “da condividere con tutti gli attori produttivi e sociali”. “A livello di politica energetica locale - ha ricordato l’assessore Mariani - stiamo lavorando per diversificare le fonti di approvvigionamento e i modi di distribuzione, e proviamo a farlo dimensionando queste fonti e questi modi su scala programmabile dalle amministrazioni locali e organizzabile direttamente dalle popolazioni locali”.

Tra Vitali e Mariani c’è stato anche un vivace scambio di opinioni in tema di sicurezza sul lavoro, argomento su cui ha parlato anche Ugo Brachetti Peretti, secondo il quale occorre più formazione, massima attenzione e nessuno sconto alle aziende che non adottano tutte le necessarie prescrizioni per la sicurezza “Abbiamo sempre prestato massima attenzione - ha dichiarato Brachetti Peretti - alla sicurezza tutelando i nostri lavoratori, e cercato di evitare qualsiasi forma di incidente. Purtroppo in certi casi è avvenuto, ma in 75 anni di storia li abbiamo limitati il più possibile”.

Giaccaglia “Confronti senza steccati”

ANCONA - Adeguamenti normativi e opportunità economica: le due strade per cui un’azienda arriva all’ambiente. E quando questo accade, ha detto parlando al convegno promosso da Api raffineria, il direttore generale Mario Citrolo, “la tutela ambientale diventa elemento di stimolo per gli effetti positivi prodotti da un’azienda che investe sul territorio di cui è parte”. Citrolo ha ricordato, a questo proposito, le realizzazioni più recenti nello stabilimento di Falconara: l’avvio di un nuovo impianto di desolforazione ad alta pressione e l’impianto di recupero dell’anidride carbonica per usi alimentari, che “sequestrerà circa 40 Kt all’anno alle nostre immissioni in atmosfera”. Le risorse che, “in anni recenti”, hanno avuto come “scopo esclusivo” la tutela ambientale, si sono attestate “intorno ai 15 milioni di euro l’anno”.

Dal canto suo, l’assessore regionale Gianni Giaccaglia ha ribadito che “lo sviluppo sostenibile è possibile se le istituzioni e il territorio dialogano costantemente tra loro, senza ideologie pregiudiziali”. “I dati dell’Istat e del Censis - ha affermato Giaccaglia - ci danno ragione sulle politiche industriali messe in atto dalla Regione. Non possiamo però negare che ci sono anche avvisaglie di difficoltà. In questo contesto dobbiamo tenere anche ben presente il rapporto tra ambiente, responsabilità e sviluppo”. Sul Pear, Giaccaglia ha affermato che “Per quanto riguarda l’eolico il problema è legato alle procedure di impatto ambientale che finora hanno impedito la realizzazione degli impianti. I progetti della microgenerazione diffusa invece sono ancora in itinere”.

Comment by rk (02/06/2008 14:16)

autunno caldo [Replica]

questo articolo del nazionalpopolare corsera è molto interessante. è così opportuno costruire nuove centrali elettriche...uno dei suoi effetti è appunto l'innalzamente termico del clima....haluego, reka

L’allarme dell’Icram. Piano antierosione: 5.000 chilometri di dune
«L’Adriatico è caldo, diventerà una palude»
Si apre mercoledì il summit del ministero dell’Ambiente: politici e scienziati per trovare soluzioni pratiche ai disastri ambientali
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Mucillaggine in Adriatico
Mucillaggine in Adriatico
ROMA - Gli olandesi proteggono le loro coste con le dighe, l’Italia lo farà, dove possibile, con le dune, imitando la natura che ci aveva abbondantemente fornito di questi sistemi di difesa costieri, da noi sistematicamente distrutti per far posto al cemento. E’ uno dei più originali e promettenti progetti che saranno presentati domani alla prima Conferenza nazionale sul clima, un summit di politici e scienziati convocato dalministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio nel tentativo di arginare, con soluzioni pratiche, i crescenti disastri del clima. Uno di questi è l’innalzamento della temperatura dell’Adriatico, che rischia di alterare le correnti di trasformare presto il mare in una «palude salmastra».

PREPARARSI AL PEGGIO — Gli esperti le chiamano «misure di adattamento». In parole semplici vuole dire prepararsi al peggio che ci aspetta nei prossimi decenni a causa dei cambiamenti climatici: erosione e inondazione delle coste, collasso degli ecosistemi, accentuazione del dissesto idrogeologico, perdita di specie animali e vegetali, contraccolpi sulla salute dell’uomo. «Le coste italiane soggette al rischio di erosione sono circa 5.000 km — spiega la dottoressa Edi Valpreda, la geologa dell’Enea che esporrà il progetto dune —. Sono belle spiagge che si affacciano sul Tirreno, sull’Adriatico e sullo Ionio, con tassi di erosione aumentati dagli anni 70 e che ora arrivano a qualche metro l’anno. Oggi i rimedi adottati per proteggere queste spiagge consistono in difese fatte con grossi massi calati amare e in «ripascimenti» realizzati col trasporto, ogni anno, di nuova sabbia per sostituire quella strappata dalle onde: entrambe soluzioni costose e spesso effimere. Le dune studiate e proposte dal Gruppo nazionale per la difesa dell’ambiente costiero, un team di ricercatori di cui fa parte la Valpreda, svolgono la funzione di serbatoi di sabbia, posti a distanza di almeno 20 metri dalla battigia, ricoperti da vegetazione spontanea, che cedono lentamente alla spiaggia quel che il mare sottrae. «Svolgono, in altri termini, la stessa funzione delle dune naturali, formatesi nel corso dei tempi geologici, di cui erano ricche le spiagge italiane e che poi sono state distrutte per far posto amassicciate ferroviarie, passeggiate a mare, stabilimenti — si rammarica la dottoressa Valpreda —. Oggi, di quel patrimonio di cordoni dunari, sopravvivono a stento circa 700 km,molti dei quali in pessime condizioni».

IMPIANTI SPERIMENTALI —Le azioni proposte alla Conferenza dal Gruppo di difesa dell’ambiente sono la salvaguardia delle dune naturali già esistenti, che svolgono un’eccellente funzione di difesa delle spiagge e, parallelamente, l’impianto di nuove dune nei tratti più esposti all’erosione. «Già sono in corso alcune sperimentazioni che hanno dato ottimi risultati nel delta del Po, vicino a Goro, e nei pressi di Ravenna — informa la Valpreda —. Se dovessi scegliere suggerirei altri interventi presso le foci dei fiumi del Molise, particolarmente aggredite dall’erosione, e nella Basilicata Ionica. Gli interventi, in ogni caso, devono essere circoscritti a quei circa 2.000 km di spiagge ancora libere da insediamenti umani, in quanto l’impianto di dune artificiali non è compatibile con la presenza di costruzioni».

ALLARME ADRIATICO —Alla Conferenza i ricercatori dell’Icram, l’Istituto per la ricerca sul mare, lanceranno un allarmeper le preoccupanti condizioni fisiche dell’Adriatico, un bacino in cui ormai si registra un aumento di 2 gradi anche nei mesi invernali e fino a 100 metri di profondità. L’anomalia ha già interrotto la corrente delGolfo di Trieste, un flusso che contribuisce al rimescolamento delle acque dell’intero Mediterraneo e la cui prolungata assenza comporterebbe rischi gravi per l'intera catena alimentare marina. «Senza questa corrente che si m u o v e i n d i r e z i o n e Nord-Sud, l’Adriatico si trasformerebbe in una mare fermo e sempre più caldo — ha spiegato il direttore scientifico dell’Icram Silvestro Greco —. Dal Golfo di Trieste fino alla costa pugliese si creerebbe una palude salmastra dove lo scambio di ossigeno si fermerebbe allo strato superficiale, rendendo inabitabile l’ambiente marino. Le prime specie a scomparire sarebbero i pesci e le piante marine tipiche del Golfo di Trieste.E troveremmo nell'Adriatico sempre più mucillagine e alghe assassine.

PIANO NAZIONALE —«Dalla Conferenza dovrà uscire un piano per la sicurezza ambientale dei cittadini e per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici per il quale ho espressamente chiesto la partecipazione di tutti iministri—ha dichiarato alla vigilia del summit Pecoraro Scanio —. Il problema riguarda l’intero governo e ognuno deve fare la sua parte. Le risorse necessarie per i prossimi anni ammontano a circa un miliardo e sono già inserite in un capitolo del Dpef che prevede l’attuazione del Protocollo di Kyoto per la riduzione dei gas serra e varie misure di adattamento nei settori del dissesto idrogeologico, biodiversità, parchi e precariato».
Franco Foresta Martin
11 settembre 2007

Comment by rk (02/06/2008 14:07)

k [Replica]

complimenti compagn

Comment by p (02/05/2008 16:39)

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