Contro gli sgomberi diamo spazio alla libertà
"Sequestro preventivo" per il cs Horus a Roma e il Lab. Paz a Rimni
Due sgomberi manu militari di centri sociali, diversi per caratteristiche e città in cui vivono, avvenuti questa mattina a Roma e Rimini, aprono con forza la questione degli spazi di libertà.
Un tema quello della libertà declinata nella creazione di luoghi che la
promuovono, che la difendono, che la cercano nel caos delle nostre
metropoli desertiche, che è sempre più al centro dell’agire sociale di
chiunque senta la necessità di vivere e non di trascinarsi come un
automa da un problema all’altro. Gli spazi di libertà, e i centri
sociali in primis, non sono questione di pochi, o di identità ferree e
perfette, o peggio ancora di ghetti separati e compatibili.
Esprimono in tutta la sua attualità il tema della democrazia come
produzione del comune, dell’indipendenza come autovalorizzazione,
dell’autogestione come autogoverno. Ma anche attraversano e sono
attraversati da una nuova composizione sociale nell’epoca della crisi
globale. Come si affronta collettivamente questa nuova stagione? Come
si risponde agli sgomberi polizieschi e perchè? Non riusciremo a
trovare risposte se non capiamo, insieme, cosa sono oggi i centri
sociali e come contribuiscono alla grande questione sociale della
necessità per ognuno di avere spazi di libertà. I due sgomberi di oggi,
invece che chiudere, aprono. Questa è la speranza, e anche la sfida.
IL COMUNICATO DI SOLIDARIETA’ DALLE MARCHE
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MeltingPot
Ya Basta! Marche