Venerdì, Novembre 09, 2007
17 NOVEMBRE: TORNARE A GENOVA: PER CARLO, PER NOI...
Ormai è chiusa la requisitoria dei PM nel processo per il G8 di Genova nel 2001: lo stato chiede complessivamente 224 anni e sei mesi di carcere per i 25 manifestanti che, tra le migliaia di persone, vennero riconosciuti nelle indagini. “Saccheggio” e “devastazione” sono i reati proposti dall’accusa.
Insomma, non c’è che dire, così sembra volersi chiudere una pagina della storia del movimento che è riuscito ad esplodere mediaticamente in tutto il mondo, durante quelle giornate di speranza e allo stesso tempo di dolore. “Un altro mondo è possibile” è stato il motto individuale e collettivo, per non dire globale, di tutta la gente che ha riempito di colori e pretese le strade di Genova. Un altro mondo che s’è scontrato con quello reale fatto di massacri e repressione e allo stesso tempo di solidarietà e resistenza.
Solo in alcuni casi un movimento fa la storia, quando sa espandersi, quando fa tesoro delle esperienze portando le testimonianze nelle menti e nei cuori anche di che non c’era.
E in questi casi, permetteteci di dire, Genova di storia ne ha fatta.. e continua a farne!
E’ palese riscontrare il carattere politico di queste accuse che sono esemplari ed anacronistiche, ed è veramente osceno intravedere lo stesso approccio dell' allora Ministero dell’Interno nel 2001, soprattutto perché lo stesso Stato ha ferito il movimento, lo ha colpito vigliaccamente armato di torture e fuoco, causando l’uccisione di Carlo.
Naturalmente si trascurano i processi in corso per i fatti della Diaz e di Bolzaneto che sono a carico delle forze dell’ordine e che andranno a finire come di consueto, tutti in prescrizione.
L’obbiettivo vero di questo processo è di riscrivere la storia, stravolgendola, perché essa mette in difficoltà il potere. Una storia che ci racconta di massacri e di guerre, per questo eravamo a Genova.
Una storia che ci parla di disobbedienza alle leggi ingiuste, ai divieti ad esprimere dissenso e conflitto, come quando Genova fu trasformata in un enorme zona militarizzata e sottratta alla democrazia.
Ci parla la storia che ora i PM Canepa e Canciani vorrebbero seppellire con più di due secoli di galera a chi manifestava per una reale alternativa possibile.
Tornando a Genova sabato 17 novembre, porteremo solidarietà agli imputati e rivendicheremo pacificamente la loro libertà.
Tornare a Genova, è giusto. Come è giusto il diritto di resistere contro chi vuol toglierci la democrazia e privarci del fondamentale diritto alla libertà, come sono giusti la rabbia e il dolore che Genova ha prodotto e che una qualsiasi accusa penale potrà mai cancellare!
PER CARLO, PER NOI, PER IL NOSTRO FUTURO
TUTTE E TUTTI A GENOVA IL 17 NOVEMBRE!
SABATO 10 NOVEMBRE AL CSA KONTATTO, ORE 23.00, PROIEZIONE DI:
Genova Aggiornamento1 - riedizione
il primo video, uno dei contributi piu' importanti per la denuncia dei fatti di genova - acquisizione in qualita
autore
Indymedia
durata
00:43:23 (hh:mm:ss)
GIOVEDI'15 NOVEMBRE AL 25 OHM EX SCUOLE LORENZINI DI VILLANOVA, DALLE ORE 21.30, PROIEZIONE DI:
OP - Genova 2001
Il nuovo DVD curato dalla Segreteria del GLF sulla gestione dell'Ordine Pubblico durante il vertice G8 a Genova nella giornata del 20 luglio 2001.
autore Segreteria Legale GLF
durata 00:41:53
(hh:mm:ss)
Genova i processi - il supporto
Genova: controinchiesta Tre anni dal G8 di Genova: i fatti del luglio 2001 sono ancora sotto processo. A Genova c'eravamo.
autore
Isolatv
durata 00:23:26
(hh:mm:ss)
Piazza alimonda: niente da archiviare
La ricostruzione, le immagini, i filmati e le controinchieste che smentiscono le conclusioni di PM e GIP sui fatti di Piazza Alimonda
autore
Indymedia
durata
00:21:43 (hh:mm:ss)
SABATO 17 NOVEMBRE MANIFESTAZIONE NAZIONALE A GENOVA, ORE 15.00
INFO PER LA PARTENZA DA FALCONARA:
CSA_KONTATTO@INVENTATI.ORG
3288340068
La 35^ udienza del processo al sud ribelle
La 35^ udienza del processo al sud ribelle, per i fatti Genova e Napoli
del 2001, che vede accusati di vari reati tra cui il 270 bis (associazione
sovversiva) 13 militanti e' stata rinviata al 19 dicembre prossimo.
La motivazione del rinvio e' l'indisponibilita' della difesa a prender
parte alla requisitoria del pm; nei corridoi dell'aula della Corte
d'Assise si vocifera che il pm Domenico Fiordalisi non era preparato per
sostenere l'"ultima fatica". Gia' qualche anno fa disse che "si sentiva
inadeguato".
Il calendario, quindi, precedentemente comunicato viene modificato, e non
di poco. Alla prossima udienza, l'ultima dell'anno, verranno ascoltati i
consulenti tecnici.
Il turno di Fiordalisi, con la sua requisitoria, arrivera' con il nuovo
anno: 21 gennaio 2008; a seguire le arringhe delle difese che discuteranno
il 23, 24, 25, 28, 29 e 30 gennaio. La Corte fissa anche la data della
sentenza: 31 gennaio.
Il presidio all'esterno del Tribunale, indetto dalla "rete di solidarieta'
agli imputati del processo al sud ribelle" e' stato annullato, perche' nel
frattempo la voce del rinvio era abbondantemente circolata.
Oggi c'e' Genova, per portare solidarieta' ai 25 imputati, poi Cosenza ai 13.
Supportolegale
-- contatti: info a supportolegale.org http://www.supportolegale.org Supporto Legale e' una rete di persone che seguono i processi di Genova, Cosenza, Napoli e Milano: quelli a manifestanti, quelli a pubblici ufficiali accusati di violenza, torture, abuso di potere. Supporto Legale trascrive le udienze, le trasforma in sintesi comprensibili, le pubblica e le diffonde; inventa progetti, campagne e iniziative di informazione e raccolta fondi. Supporto Legale, nato per iniziativa di alcuni mediattivisti che partecipano alla rete di Indymedia, fa un lavoro di informazione e comunicazione, di supporto tecnico e di finanziamento, con una serie di campagne di raccolta fondi, versando integralmente il ricavato per il lavoro delle segreterie e per le spese processuali. Perche' la memoria e' un ingranaggio collettivo.
“Piazzale Carlo Giuliani”, Belcecchi fa rimuove la targa
“Piazzale Carlo Giuliani”, Belcecchi fa rimuove la targa
JESI – La targa a “Carlo Giuliani” è stata rimossa su disposizione del sindaco. Ma la storia non finisce qui, perchè si è già aperto un dibattito. Almeno a sinistra. “Su iniziativa del nostro consigliere Fratesi – afferma infatti Daniele Fancello, segretario del Partito dei comunisti italiani - abbiamo pensato di coinvolgere le diverse forze della sinistra e il centro sociale per aprire un confronto e capire il punto di vista degli altri. Pensiamo infatti che non sia giusto rimuoverla e basta, ma magari spostarla anche perché era nata per iniziativa dell’Officina stessa”. Lunedì prossimo dunque il confronto. “Sarà un momento importante – spiega Lorena Fiore – perché la rimozione della targa non deve significare la perdita della memoria dei fatti di Genova e del G8”. E dopo la rimozione della targa dal piazzale all’interno del San Martino la questione sembra aperta ancora. In un comunicato l’Officina sociale Rebelde fa sapere che “la richiesta di Alleanza nazionale di rimuovere la targa è una richiesta politica che si inserisce nel clima e nel contesto nazionale che stiamo vivendo: cancellare Genova, riscriverne la storia. E così mentre in 100 mila manifestavamo a Genova, il sindaco Fabiano Belcecchi, imbeccato da Daniele Massaccesi di An, ha fatto rimuovere la targa”. E l’Officina incalza: “Quella di Belcecchi non è stata una scelta tecnica, ma politica: è la scelta di chi in nome della “legalità” si allinea alle politiche della destra, di chi non si pone in una posizione di ascolto rispetto alle realtà sociali, ma che dall’alto e in maniera autoritaria emette ordinanze, divieti e rimozioni. Noi non ci stiamo, non ci va bene, non è questa la città in cui vogliamo vivere. Chiediamo alle forze politiche che oggi sono sedute nel palazzo, agli assessori di Rifondazione, Verdi, Pdci, ai consiglieri comunali, alle forze politiche sociali di prendere una posizione per cominciare a far muovere quel ingranaggio collettivo necessario affinché in questa città, nella nostra piazza, la memoria non venga cancellata”. E il segretario del Pdci aggiunge: “Ci sembra importante aprire un dibattito anche per fare chiarezza su ciò che è stato il G8. Non dobbiamo dimenticare, ma approfondire”. E sul valore della memoria l’Officina replica: “Due anni fa si parlava in Comune della possibilità di intestare una piazza a Carlo Giuliani. Se ne è parlato per un po’, poi su tutto è calato il silenzio. Come centro sociale abbiamo deciso così di intitolare la nostra piazza a Carlo e lo abbiamo fatto con una cerimonia pubblica nel piazzale antistante al centro. In questa città ci sono piazze e strade che parlano del passato, della memoria, del ricordo e della tradizione. La nostra piazza parla del presente, della memoria come identità e non solo come tradizione. Quel nome e quella piazza parlano dell’identità di chi a Genova in quei giorni c’è stato, parla della necessità di non dimenticare l’omicidio di Carlo, parla di cariche della polizia che provocarono centinaia di feriti, parla della mattanza alla scuola Diaz, delle torture praticate a Bolzaneto, dei gas illegali utilizzati, di decine di compagni che rischiano pesanti condanne nei processi che si stanno celebrando a Genova e a Cosenza. Parla di uno stato che devasta e saccheggia le nostre vite e poi si auto-assolve in processi farsa”.
C.T.
GENOVA PER NOI, LE FOTO DEL CSA KONTATTO
QUI TROVATE LE FOTO DEL CORTEO....HOLA REKA
http://www.kontatto.info/slideG/
Perché diciamo no alla commissione di inchiesta e sì a una mobilitazione di massa
Perché diciamo no alla commissione di inchiesta e sì a una mobilitazione di massa
Supporto legale è un collettivo che da quattro anni si occupa di seguire i processi relativi ai fatti del G8 composto da persone che sono state protagoniste, insieme ad altre migliaia, di tutti gli eventi che hanno reso Genova un nodo delle nostre vite e della nostra storia.
La giornata del 17 novembre ha mosso i suoi primi passi anche e immodestamente vogliamo dire soprattutto da un appello generico alla mobilitazione sui processi genovesi che abbiamo pubblicato come Supportolegale su Liberazione e Manifesto nelle scorse settimane.
Supporto legale ha deciso di partecipare come promotore e organizzatore della giornata proprio per contribuire a focalizzare l’attenzione di tutti sulla necessaria difesa di 25 manifestanti usati come capro espiatorio di un episodio che non può che essere visto e vissuto se non come un pezzo della nostra storia collettiva.
L’operazione in corso nei tribunali di Genova - e di Cosenza - è un’operazione che mira a terrorizzare le forme più decentralizzate e spontanee di partecipazione alla vita politica e sociale da parte delle persone.
Per questo l’appello che avevamo fatto e la giornata intera si è giustamente intitolata "La Storia Siamo Noi", perché pensiamo che siano i protagonisti stessi degli eventi a dover ricostruire insieme la verità e la complessità su quelle giornate: solo le 300.000 persone che erano in piazza in quei giorni possono essere in grado di raccontare agli altri e a se stessi ciò che è avvenuto in quei giorni senza pruriti giustizialisti o moralisti, ma con il desiderio di capire il più possibile quello che è accaduto.
E’ questo il motivo per cui, al contrario di altri romotori, noi non siamo d’accordo e non lo siamo mai stati con una commissione di inchiesta parlamentare in cui una parte di coloro che gestiscono e amministrano il potere cerchino di ufficializzare una propria verità. Ed è anche per questo che il tema della commissione parlamentare non è uno degli elementi centrali dell’invito alla mobilitazione.
Come tutti gli altri promotori anche noi auspichiamo una manifestazione pacifica e di massa, in cui la nostra voce e le nostre idee possano tornare a farsi sentire, e speriamo nell’ospitalità della città di Genova e dei genovesi, che in moltissime altre occasioni hanno dimostrato amore e rispetto per i movimenti sociali e politici protagonisti della storia del nostro paese e non solo.
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SUPPORTO LEGALE























